Nostramerica.

Questo blog nasce da una costola della rivista “Latinoamerica”, arrivata al suo trentacinquesimo compleanno. Poco per un essere umano, molto per una rivista che ha navigato sempre in una solitudine testarda e orgogliosa ma non voluta. Era nata dalla volontà di un gruppo di giornalisti e di studiosi dell’America Latina che lamentavano, già in quel lontano 1979, la superficialità con cui gli eventi di quel subcontinente venivano divulgati in Italia e in Europa. Eppure proprio in quell’anno il piccolo Nicaragua era insorto vittorioso contro la dittatura di Somoza, la Cuba rivoluzionaria celebrava i suoi vent’anni trasformata in un centro culturale e politico di portata internazionale; i teologi della liberazione avevano intrapreso e consolidato un’avventura intellettuale, spirituale e sociale senza eguali, fuochi di guerriglia agitavano il Centroamerica, la Colombia, il Perù; i paesi del Cono Sur soffrivano le drammatiche conseguenze di colpi di stato militari e sanguinari; numerosi, indimenticabili fuoriusciti da quei paesi arrivavano da noi per cercare rifugio, per far sapere al mondo della democrazia calpestata e dei diritti negati e per inondarci con una nuova letteratura, un diverso sguardo sulla metà del novecento che, nonostante tutto, albergava ancora speranze e non escludeva l’ottimismo. Eppure, nè la nostra sinistra, egemonizzata dal grande Partito Comunista Italiano, nè l’ eterno partito di maggioranza, la Democrazia Cristiana, che pure ebbe a cuore la sorte di tanti cileni e si sentiva vicina alla massa di cattolici di quel continente, vollero mai prendere davvero in considerazione la proposta di aiutarci a portare avanti una rivista che di tutto questo voleva parlare, che voleva anche far sentire la voce di quegli intellettuali, di quei protagonisti della loro storia, che voleva stimolare giovani studiosi a penetrare in quel mondo, liberandosi dal vizio eurocentrico di cui erano e sono ammalate le nostre università e i nostri centri di studio.

Fu giocoforza stringere i denti e andare avanti contando su forze esigue, cercando editori, rischiando spesso la chiusura e approdando nel 2000 nelle mani generose di Gianni Minà che l’ha portata avanti finché ha potuto.

Nostramerica, dicevamo, è una costola di quella rivista e di quella esperienza. Frattanto, molte cose sono cambiate e molte novità si sono fatte strada per esplorare la possibilità di realizzare l’ antico sogno di Simón Bolívar, quello di un’integrazione del subcontinente che il poeta e patriota cubano José Martí ha chiamato, in un memorabile articolo, Nuestra América. L’America nostra disegnata da Martí nel 1891 costituisce oggi l’aspirazione di un gruppo di importanti paesi che si sono andati sottraendo alla soggezione degli Stati Uniti per praticare strade diverse, spesso inedite, e incerte verso la realizzazione di una società includente che sappia fare delle diversità una forza. I paesi dell’ALBA (Alianza Bolivariana Para las Américas) stanno facendo passi da gigante sul cammino dell’integrazione, nonostante le enormi difficoltà in cui si dibattono. Questo blog intende parlare di questa Nostramerica con spirito nostramericano.

Questo blog intende parlare di questa Nostramerica con spirito nostramericano e lo fa contando sull’esperienza giornalistica di Alessandra Riccio e sull’abilità tecnica di Michele Mazziotti.

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