Juan Rulfo, La pianura in fiamme.

La pianura in fiammeCon una copertina estremamente sobria e citando il solo cognome dell’autore, Einaudi ripubblica il libro con il quale Juan Rulfo aveva esordito nel mondo delle lettere messicane nel 1953, La pianura in fiamme, una raccolta di 17 racconti scritti a partire dagli anni quaranta fino al 1970, momento della pubblicazione definitiva dei 17 racconti nel libro che adesso ci viene riproposto con una stringata e puntuale prefazione di Ernesto Franco e nella traduzione di Maria Nicola.

La produzione letteraria di Rulfo –ormai un classico delle lettere ispanoamericane- si riduce ai racconti di cui sopra e a quell’autentico capolavoro che è Pedro Páramo. Nella sobrietà della sua produzione, Rulfo (1918-1986) ha saputo ritrarre un Messico ancestrale, ancorato alle cruente lotte dei “cristeros”, bande armate in difesa delle leggi anticlericali del Messico rivoluzionario, che gli avevano ammazzato il padre. Sui temi della violenza, della morte, dell’assenza del padre ruotano i racconti de La pianura in fiamme, ricreando un Messico aspro, terroso, miserabile e violento dove la morte è una spirale implacabile: chi ha ucciso deve fuggire inseguito da un vendicatore che non gli darà tregua attraverso una geografia di terre secche, di eccessi di caldo e di freddo, di sospetti e furbizie, di tentativi di eludere la vendetta che, invece, arriverà puntuale. Non c’è scampo per nessuno in un mondo di uomini preda dell’alcol, del rancore, dell’avidità.

Certo, quello di Rulfo è un Messico ancestrale, senza tempo, eppure si tratta della stessa violenza che oggi affligge questo paese che non è esagerato definire come un narcostato. Le roncole e il machete oggi sono stati sostituiti da potenti macchine da guerra, i briosi cavalli da Suv con vetri oscurati, le miserabili locande da centri commerciali alla moda, ma gli eccidi sono ancora quelli di cui ci parla il nostro autore.

“La letterature è menzogna” dice Rulfo, e Franco aggiunge “ma da questa menzogna deve uscire una ‘ricreazione’ della realtà”; una realtà drammaticamente tenace che ha segnato il paese che ha dato i natali a questa straordinaria figura di intellettuale, autore di due indiscutibili capolavori, straordinario fotografo, sceneggiatore, cineasta, studioso delle tradizioni del suo paese, sobrio, silenzioso e appartato, come se la morte di suo padre, assassinato quando lui aveva solo cinque anni, gli avesse insegnato per sempre la disperazione, quella stessa disperazione che perseguita le tante figure maschili convinte che la violenza sia un dato connaturale.

Le poche donne che attraversano i suoi racconti non escono mai dal fondo di una scena in cui è il maschio ad occupare la ribalta.

Juan Rulfo, La pianura in fiamme, Einaudi, Torini, 2012, pp.161, € 18,00.

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