Sergio G. Gallo Yachay, la città dove si costruisce il futuro dell’Ecuador.

EcuadorUna delle più ambiziose scommesse della Revolución Ciudadana in Ecuador che intende fare un salto economico e cambiare la matrice produttiva dipendente dallo sfruttamento delle risorse naturali, è una città costruita da zero come uno spazio che generi conoscenza e innovazione tecnologica. Anche la sua architettura e la sua pianificazione ambiscono ad essere esempio di urbanismo. Il Piano di Guida elaborato dallo studio coreano IFEZ include anche elementi che offriranno comodità alle persone, in armonia con la natura e con spazi adatti a generare conoscenza.

Yachay, parola che in lingua quechua significa conoscenza, aspira a diventare un motore di sviluppo di nuovo tipo per l’Ecuador e in un punto di riferimento per il resto dell’America Latina. La città è già in costruzione nel cantone di San Miguel de Urucuquí, una valle circondata da colline e montagne situato nel nordovest della provincia di Imbabura, in un’area di 4.489 ettari, a poco più di 100 chilometri da Quito. A quanto ha riferito a Granma Rina Pazos, sottosegretaria all’Istruzione Superiore, Scienza, Tecnologia e Innovazione del paese sudamericano, l’obbiettivo del piano è la materializzazione del Buen Vivir, così come stabilito dalla Costituzione approvata nel 2008. “Noi pensiamo che la strada per raggiungere il Buen Vivir dipenda dalla costruzione di un nuovo modello economico che si basi sulla conoscenza”, ha detto Pazos in una recente visita a Cuba insieme a una delegazione guidata dal vicepresidente Jorge Glas, Il cuore dell’urbanizzazione sarà proprio l’Università Scientifica e Sperimentale dell’Ecuador. Il centro di alti studi fungerà da asse per tutta la rete di istituti pubblici e privati di ricerca, per i centri di trasferimento di tecnologie, per le imprese di alta tecnologia e per la comunità agricola e agroindustriale.

Le cinque aree di lavoro fondamentali saranno: scienza della vita, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nanoscienza, energie e petrolchimica. “Yachay è un grande cluster di innovazione dove staranno insieme l’accademia e la società, il settore privato e l’impresa pubblica”, ha aggiunto Pazos. La sinergia fra questi elementi dovrà creare un ecosistema in cui gli studenti avranno vicino dei progetti reali ai quali potranno partecipare durante e dopo la loro formazione. Seccondo la Sottosegretaria dell’Ecuador, una delle chiavi del successo sta nel carattere sociale. “Quello che si vuole ottenere è di creare prodotti, beni e servizi con valore aggregato che abbiano un’applicazione di mercato, ma che prioritariamente si concentrino sulla soluzione dei problemi della popolazione, come il diritto alla salute, all’istruzione e a una vita dignitosa”. Con questi obbiettivi, lo stato ecuatoriano prevede l’investimento di più di un miliardo di dollari fino al 2017, importo al quale si dovranno aggiungere i contributi dei privati sia nazionali che stranieri che verranno attratti dal parco tecnologico e imprenditoriale.

L’economia della conoscenza non è più una frase di accademici e futurologi, ma si inserisce nella realtà del secolo XXI. Gli economisti denunciano che l’America Latina ha basato il suo vertiginoso sviluppo degli ultimi anni nell’esportazione di materie prime e di prodotti agroindustriali i cui prezzi sul mercato internazionale è caratterizzato dalla volatilità. La regione che è arrivata tardi anche ai processi di industrializzazione che hanno generato enormi fonti di capitale nel così detto primo mondo, devono accettare la sfida di far fronte a una nuova era di costanti progressi scientifici. I dati ufficiali indicano che è in ritardo. L’ America Latina è la casa dell’8% della popolazione globale e, tuttavia, nel 2010 solo il 2,6% delle richieste di registrazione di brevetti di nuove invenzioni sono arrivate da questa zona. Mentre la maggior parte dei paesi sviluppati e di quelli di crescita più accelerata in Asia investono quasi il 3% del loro PIL nella Ricerca+Sviluppo (R+S), la media di questa regione è sotto l’1%.

Progetti come quello di Yachay cercano di cambiare questa realtà e di cancellare il divario creato da cento anni di sviluppo diseguale. L’istruzione, in tutti i suoi gradi è al centro degli obbiettivi della città della conoscenza, per questo scopo sono stati pianificati centri atti a coprire tutte le tappe dello sviluppo e per captare talenti. Non sono poche le sfide che affronta un paese povero come l’Ecuador per poter sviluppare il suo capitale umano, visto che ancora si conbatte contro flagelli come l’analfabetismo totale o funzionale, o per l’eliminazione delle malattie curabili che costano la vita a migliaia di bambini. Aggiungiamoci che i paesi dell’Amnerica Latina e del Caribe hanno sopportato nel corso della storia il furto dei cervelli da parte dei paesi sviluppati o delle multinazionali. “Il tempo stringe e dobbiamo fare tutto in fretta e tutto molto bene”, ha detto Pazos rispetto alla necessità di attrarre professionisti capaci di innovare e nello stesso tempo di trasmettere queste conoscenze alle nuove generazioni. In questo senso, ha sottolineato l’importanza che avranno le borse di studio Prometeo. “Grazie a questo sistema portiamo in Ecuador esperti di alto livello con molta esperienza su temi concreti affinché ci aiutino a formare i nostri professionisti realizzando lì ricerche di alto livello”. Ha aggiunto che grazie adun finanziamento statale sono stati mandati più di ottomila studenti ecuatoriani nelle migliori università del mondo. “Si tratta di strategie parallele che ci aiutano a costruire questo sistema di economia sociale dlla conoscenza”, ha concluso Pazos. Forse la migliore definizione del boom che sta per vivere l’Ecuador l’ha data proprio il presidente Correa inaugurando a marzo il campus patrimoniale e il corso di equiparazione all’Università di Yachay che aprirà le porte ufficialmente a settembre di quest’anno: “Qui a Urcuqui sta nascendo una patria nuova, l’Ecuador che si proietta verso il futuro come un paese sovrano che ha deciso di fondare il suo sviluppo sull’unica fonte inesauribile di ricchezza che è il talento umano, la conoscenza”.

(Granma, 24 luglio 2014)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in ARTICOLI TRADOTTI e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.