Claudia Fonseca Sosa, il mondo che si preannuncia. BRICS ed altro

BRICS

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Anche se molti scettici non lo vogliono riconoscere, il mondo si sta trasformando. L’arrivo di nuovi attori sullo scenario delle relazioni internazionali evidenzia la perdita di influenza dei centri di potere tradizionali. Proprio in quella zona del pianeta che gli Stati Uniti hanno sempre considerato il loro “cortile di casa”, nel mese di luglio si è verificato uno degli avvenimenti più importanti del secolo. Il lancio, da parte de gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) di una Banca per lo sviluppo e un fondo di riserve proprie come alternativa alle necessità di finanziamento dei paesi in via di sviluppo.

Claudia Fonseca Sosa

Claudia Fonseca Sosa

Si è trattato del necessario punto di inflessione nell’architettura di un ordine finanziario globale più democratico e inclusivo, diverso dal modello di Bretton Woods. La dimostrazione che il mondo in via di sviluppo non è disposto a continuare ad aspettare e che ha cominciato ad affrontare le sfide con i suoi propri mezzi. D’altra parte, vari paesi latinoamericani hanno accolto a luglio il Presidente della Russia, Vladimir Putin, e della Cina, Xi Jinping e da queste visite sono venute fuori “associazioni strategiche” e accordi economici milionari in settori chiave. Il BRICS, la Russia e la Cina guardano verso l’America Latina e il Caribe in cerca non solo della necessaria complementarietà economica, ma anche di un appoggio per iniziative che pretendono di democratizzare i rapporti internazionali e ripartire i benefici della crescita più equamente. I diversi attori del mondo in via di sviluppo si avvicinano sempre più, come attratti dal proposito comune di costruire un sistema multipolare di equilibri geopolitici e di edificare meccanismi che permettano di potenziare i loro rapporti. Queste iniziative arrivano alla Patria Grande, la nostra America Latina, in un momento in cui si sta consolidando l’integrazione del continente. Blocchi come il mercato Comune del Sud (Mercosur), la Alleanza Bolivariana per i popoli della Nostra America (ALBA), l’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) e la Comunità di Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) compattano e profilano, con un maggior peso nel consesso politico mondiale, una regione di 600 milioni di abitanti.

Proprio la CELAC, unico ente regionale formato dalle 33 nazioni indipendenti dell’America Latina e del Caribe, comparte con il BRICS, con la Russia e con la Cina, la vocazione di lottare contro la fame, la povertà e le disuguaglianze sociali, oltre alla individuazione di uno sviluppo sostenibile e alla pace. Perché non dovrebbero cooperare per conseguire questi propositi? Alla vigilia dei rispettivi viaggi, il Presidente Putin e il suo collega cinese hanno concesso interviste a diverse agenzie di stampa, fra cui la cubana Prensa Latina. Entrambi i governanti hanno fatto riferimento a quanto fossero strategici i vincoli dei loro paesi con l’America Latina e il Caribe. Il Capo di Stato russo ha situato i rapporti con gli stati latinoamericani fra “le direzioni chiave e assai promettenti della politica esterna della Russia”. Non ha fatto riferimento solo all’importante voce delle materie prime che offre il nostro continente e alle possibilità di scambio in termini di innovazione tecnologica, di industria, di commercio e di investimenti, ma ha anche evidenziato i punti in comune con la Russia sul piano politico. “Il multilateralismo negli affari mondiali, il rispetto del diritto internazionale, il rafforzamento del ruolo centrale dell’ONU e lo sviluppo sostenibile sono i principi che ci uniscono. Tutto ciò ci rende colleghi a livello internazionale e ci permette di sviluppare l’interazione per risolvere un’ampia serie di problemi”, ha affermato Putin.

Ha anche dichiarato che il suo paese è interessato ad una America Latina unita, forte, economicamente sostenibile e politicamente indipendente, che sta diventando una parte importante di un mondo policentrico ed emergente.” Da parte sua, il Presidente Xi Jinping ha sostenuto che “attualmente si stanno verificando cambiamenti profondi e complessi nella situazione internazionale” e che in questo contesto, “trattandosi di paesi in via di sviluppo, la Cina e gli stati latinoamericani e del Caribe (…) condividono gli stessi compiti”. “La Cina e la regione, scegliendo lo sviluppo condiviso come tema prioritario, hanno lavorato per approfondire la mutua fiducia politica, l’ampliamento della cooperazione economico-commerciale, lo scambio culturale insieme ad uno stretto coordinamento negli affari internazionali, un modo tale che i rapporti fra la Cina e l’America Latina e il Caribe registrano progressi importanti, rappresentando un caso esemplare di cooperazione Sud-Sud”, ha affermato. Rispetto alla Russia, la presenza cinese in America Latina e nel Caribe è molto maggiore. Il gigante asiatico oggi è il secondo socio commerciale e una della maggiori fonti di investimento a livello regionale. Il Foro per la cooperazione Cina-CELAC, da poco inaugurato, è destinato a convertirsi in uno spazio a partire dal quale si potrà facilitare un dialogo bilaterale sistematico sui principali problemi mondiali che coinvolgono o preoccupano i nostri paesi, mentre consentirà di avanzare su ambiziosi progetti di cooperazione, commercio, investimenti e rapporti finanziari.

I vincoli del BRICS, della Cina e della Russia con la Patria Grande unificata, gettano le basi per l’equilibrio e la multipolarità in un possibile ridisegno geopolitico, economico e sociale del mondo che si avvicina.

(Granma 1 agosto 2014)

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