Atilio Borón: Honduras, un bagno di sangue infinito.

HondurasIn Honduras continua la caccia e il massacro di giornalisti critici e di dirigenti democratici. La notizia di adesso è l’assassinio della dirigente popolare contadina Margarita Murillo avvenuto il 27 agosto quando una banda di uomini incappucciati e fortemente armati hanno fatto incursione nel campo dove stava lavorando e l’hanno crivellata di colpi, secondo quel “manuale di operazioni” che ha tormentato la regione negli anni settanta e ottanta, e che è ricomparso in tempi recenti.
Dal colpo di stato del 2009 ad oggi, l’Honduras è diventato il paese con il maggior tasso di omicidi delle Americhe e, probabilmente, del mondo: 90 ogni centomila abitanti, in altri termini, tre volte superiore alla media di tutta la regione. L’Honduras occupato dagli yankee ha assassinato sette giornalisti in questi mesi del 2014, y 47 dal 2003, la maggior parte dei quali sono stati perpetrati dopo il golpe del 2009. E’ questo che l’impero intende per “libertà di stampa”?
E’ una cifra che fa riflettere su cosa intende Washington quando sostiene che la sua missione messianica è quella di portare le bandiere della libertà, della democrazia e dei diritti umani in tutto il mondo.
O per capire cosa vuole il governo degli Stati Uniti quando destina centinaia di milioni di dollari per “rafforzare la società civile” o per impartire corsi di “formazione democratica” in paesi come Cuba, Venezuela, Bolivia o in Ecuador. L’obbiettivo strategico dell’impero oggi è quello di “hondurizzare” l’America Latina e il Caribe e tornare ad imporre uno statuto neocoloniale facendo regredire i nostri paesi alla condizione esistente il 31 dicembre 1958, alla vigilia della Rivoluzione Cubana. Non lasciamoci ingannare e, come diceva Chávez, “ginocchio in terra”!
(2 settembre 2014, TeleSur)

Atilio Borón

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