Chiqui Vicioso: La lezione dei Colli di Miranda.

Chiqui ViciosoIl partito al potere nella Repubblica Domenicana ha appena vietato la conversione dei Colli di Miranda, una riserva acquifera della Repubblica, dove nascono i cinque fiumi principali, in parco nazionale. Lo ha fatto cedendo alle pressioni della Falconbridge, una compagnia mineraria nordamericana canadese che estrae nikel e che ha già rovinato l’ambiente nella provincia di Bonao, al centro del paese, con costi incalcolabili per l’agricoltura e per la salute della nazione.
I Colli di Miranda sono solo un episodio, in una res-pubblica che ha alienato già la Cordigliera Centrale per un 43% per lo sfruttamento dell’oro, minacciando in maniera irreversibile le riserve d’acqua del paese.
Impossibile non pensare alla Bolivia in queste circostanze. Ecco le mie riflessioni:
1- La battaglia ambientalista per i Colli di Miranda è congiunturale. L’importante sono i risultati a lungo termine.
2- Anche se a livello delle classi al potere, il presidente si è comportato come uno “Statista”, a livello popolare il presidente appare come uno che, come quello precedente, vuole stare con Dio e con il diavolo.
3- Il risultato immediato è che il vagheggiato progetto di rielezione ha ricevuto una polpetta avvelenata per una brillante manovra degli avversari del presidente.
4- A lungo termine, il risultato è un disgusto generale verso la politica e i Partiti, e uno stimolo verso l’apoliticismo nel popolo e di disprezzo della politica come effetto smobilizzante. “Sono tutti uguali”, “Io con la politica non ho niente a che vedere”.
5- Questo disprezzo verso la politica prepara il popolo ad altri protagonisti “apolitici” che hanno sempre sognato di fare dello Stato il loro grande affare. Collor de Mello in Brasile, Martinelli in Panama, Pñera in Cile, ne sono un chiaro esempio, ma la loro ingordigia mercantilista gli ha fatto esagerare e il popolo li ha destituiti.
6- Bisogna capire che in gioco c’è la sovranità della nazione e che i Colli di Miranda, come la Baia delle Aquile, sono tutte tappe di una battaglia in cui il 43% delle risorse aziendali è già stato dato in concessione a compagnie straniere.
7- I Colli di Miranda sono importanti in quanto spazio di articolazione delle forze che combattono per la sovranità nazionale. L’acqua è un elemento centrale, ma non è la Patria e bisogna fare un salto per non restare impantanati in questa rivendicazione fondamentale e smobilitante.
8- Bisogna analizzare, studiare e riflettere sulla Bolivia. Lì la lotta contro la privatizzazione dell’acqua, del gas, la fame e la povertà, articolate dalla rivendicazione dell’elemento indigeno (che nel nostro caso sarebbe quello mulatto), è finita nell’Assemblea Costituente dove ogni settore ha avuto il suo particolare protagonismo, la sua causa specifica senza perdere la rotta.
9- Tutte le organizzazioni boliviane sono rimaste quelle che erano, movimenti sociali. Pensiamo che le loro battaglie particolari rivendicative fossero politiche, che non dovevano frammentare le loro coscienze, ma unirle per costruire.
Per costruire cosa?
– Primo, la fiducia e la fratellanza fra i settori in lotta.
– Secondo, una base programmatica comune.
-Terzo, un Foro per arrivare ad una Assemblea Costituente.
– Quarto, un movimento dove convergano tutte le battaglie, tutte le tendenze, tutte le rivendicazioni, che non perda il suo carattere popolare, che non si “istituzionalizzi”, “omogenizzi”, che non perda il suo carattere di classe.
Risultato? La Bolivia è l’unico paese al mondo con una Costituzione ambientalista che raccomando ai nostri minatori di studiare.

Chiqui Vicioso è una scrittrice, drammaturga e saggista domenicana.

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