Alessandra Riccio – Non fa notizia

imagesNon la troverete facilmente sui nostri giornali. Non fa notizia e si capisce: è la ventitreesima volta che il copione si ripete e francamente non se ne può più. Per ventitré volte, anno dopo anno, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dovuto preoccuparsi di discutere su un argomento che non è esagerato definire obsleto, quello che riguarda il blocco finanziario, economico e commerciale che gli Stati Uniti mantengo verso Cuba ormai da cinquantatré anni. Che sia stato inutile lo si evince dai fatti: Cuba e il suo governo rivoluzionario stanno ancora al loro posto. Che sia addirittura controproducente lo stanno ormai affermando dalla candidata alle future presidenziali Hilary Clinton, agli editorialisti del New York Times, L’argomento assurdo sostenuto da alcuni che il blocco serva da scusa “ai fratelli Castro” per giustificare tutti gli errori commessi e lo stato non florido dell’economia crolla miseramente di fronte a una semplice domanda: Ma allora, perché viene mantenuto e, addirittura rinforzato?

Eppure, anno dopo anno, il blocco è ancora là, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo condanna; il Ministro degli Esteri cubano pronuncia un discorso che bisognerebbe leggere con attenzione per trovare la smentita a molte accuse e calunnie contro il governo dell’isola,  come il discorso letto domenica ventotto da Bruno Rodríguez; il rappresentante degli Stati Uniti balbetta frasi incoerenti e ripetitive sulla democrazia; le Isole Marshal, le Palau e la Micronesia, incuranti del ridicolo, si astengono, mentre Stati Uniti e Israele -ancora una volta in splendido isolamento- votano contro. Nel loro caso, più che per ignoranza del senso del ridicolo, per la tracotanza di chi si ritiene superiore e pratica una implacabile politica di arrogante predominio su popoli più piccoli e poveri.

Domenica 28 ottobre il copione si è ripetuto. Dovremo assistere ancora una volta allo spregio in cui la superpotenza tiene l’assemblea che riunisce paesi di tutto il mondo per cercare di organizzare una convivenza civile e pacifica? Ancora una volta gli Stati Uniti, adesso governati da un Premio Nobel per la pace, non terranno in nessun conto la volontà della Assemblea Generale? Non c’è mai un limite all’arroganza e alla paranoia per cui l’isola di Cuba è stata dichiarata paese nemico degli Stati Uniti ed è ancora annoverata fra i paesi terroristi contro ogni evidenza. Terranno ancora aperta l’illegale prigione di Guantánamo in barba a tutte le leggi e a tutti i diritti umani?

Se ad altro non sarà servita, questa votazione plebiscitaria a favore di Cuba sarà servita a mettere sotto i riflettori le contraddizioni e i gravi abusi commessi dagli Stati Uniti, a produrre un minimo di imbarazzo, forse a scuotere l’opinione pubblica anche se, a dire il vero, per lo meno a gran parte dei media italiani la notizia non è parsa per niente interessante.

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