Alessandra Riccio – Il Cinque per i Cinque

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Oggi è il 5 di dicembre. Il numero 5 ricorda a molti il caso dei cubani condannati negli Stati Uniti per spionaggio con sentenze irregolari, criticate dalle Nazioni Unite, da numerosi Premi Nobel e da tanti cittadini del mondo sensibili alle ingiustizie. Nei giorni scorsi Obama –che da quest’orecchio non ci vuol sentire- ha ricevuto una lettera da un artista cileno, Francisco Letelier, che chiedeva la liberazione dei tre cubani ancora in carcere.

Quello di Letelier è un appello che viene da un’ esperienza tragica, che dà un particolare valore agli argomenti addotti dal pittore per esigere il ritorno in patria dei cubani: Francisco Letelier è il figlio di Orlando Letelier, ministro degli Esteri sotto il governo di Salvador Allende, rifugiato a Washington dopo il golpe di Pinochet e lì ucciso, insieme alla sua segretaria, da una bomba piazzata sulla sua automobile, nel 1976. Dunque si tratta di una voce che il terrorismo lo ha vissuto sulla propria pelle e per questo può ricordare a Obama che molti terroristi hanno agito e agiscono tranquillamente proprio negli Stati Uniti. Cita il caso scandaloso e arcinoto di Luis Posada Carriles o di Orlando Bosch, concludendo con l’invito ad accettare uno scambio di prigionieri: Alan Gross contro i tre cubani. Ma anche da questo orecchio Obama non ci sente.

Dopo cinque anni di detenzione, dopo che la famiglia ha denunciato il governo degli Stati Uniti per aver mandato incautamente il sessantenne Gross o compiere una missione pericolosa senza offrire vie di uscita sicure, adesso è lo stesso detenuto a dichiararsi senza più forze per resistere mentre sua moglie Judy dichiara che: “Ora basta. Mio marito ha pagato un prezzo terribile per aver servito il suo paese e la sua comunità”.

Mentre per i cubani non è stato mai dimostrato il reato di spionaggio contro il paese ospitante, visto che la loro missione era quella di sorvegliare gli ambienti controrivoluzionari della Florida, nel caso di Alan Gross le evidenze della sua attività di destabilizzazione finalizzata alla caduta del governo di Cuba, sono più che provate, testimoniate e riconosciute perfino dalla signora Judy Gross.

Per altro, le amministrazioni statunitensi non hanno mai nascosto le numerose e continue attività destabilizzatrici messe in opera dal Dipartimento di Stato per cambiare il governo dell’isola e anche recentemente si è saputo che dal 2001 il governo statunitense ha pagato più di quattro milioni di dollari alla Washington Software per progettare e mettere in opera un servizio di SMS attraverso una rete sociale, per prevenire il blocco dei messaggi elettronici da parte dell’isola, programmare computer idonei a questi servizi, oltre all’invio massiccio di posta elettronica. Tutta questa potenza elettronica dello stato più potente del mondo, contro una piccola isola del Caribe!

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