Hamlet Herman* – La CIA, un cane da presa incorregibile

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Il risultato delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti ha favorito i Repubblicani e ha stimolato i Democratici a pubblicare un rapporto che era in preparazione da molti anni. Vi si documentano i delitti patrocinati da Gerge W. Bush come eterno violatore di qualsiasi forma democratica di governo e presenta i servizi di spionaggio statunitensi come torturatori, diffamatori, ipocriti, assassini, bugiardi, falsificatori, tirannici e brutali. Tutti questi crimini erano stati coperti sotto il manto dell’impunità assoluta, celando il fatto evidente che i principali terroristi sono a Washington.

Ma perché sorprendersi per il fatto che l’Agenzia di Sicurezza Nazionale (NSA), l’Agenzia Centrale di Intelligenza (CIA), l’Ufficio Federale di Investigazione (FBI) e adesso la Homeland Security siano indicate come artefici della guerra più sporca che si possa immaginare? Non c’è da sorprendersi perché la storia contemporanea dimostra che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, questo genere di violazioni antiumane è cresciuto per permettere al complesso militare industriale e al grande capitale di appropriarsi di territori e ricchezze altrui in tutto il mondo.

Ricordiamoci del September Dossier in cui si sosteneva che l’Iraq possedeva armi di distruzione di massa chimiche e biologiche. Era un documento talmente falso che dopo dodici anni da quando fu sbandierato per invadere quei territori non si è potuto provare che fosse vera una sola delle accuse di allora. Basandosi su tutte queste menzogne l’Iraq è stato distrutto mentre moriva un milione di persone, cosa che ha permesso ai grandi capitali statunitensi di appropriarsi del petrolio e dell’acqua della regione.

Se andiamo un po’ indietro nel tempo, dobbiamo chiederci: ci può essere nella storia dell’umanità un piano più perverso di quello che alla fine abbiamo conosciuto come le scandalo Iraq-Contras? Negli anni ottanta le agenzie di spionaggio hanno eluso l’embargo al governo dell’Iran, considerato uno stato terrorista, e gli hanno venduto armi da guerra. Con quel denaro hanno finanziato una guerra sporca contro i sandinisti nicaraguensi. Hanno comprato anche enormi quantità di cocaina che poi sono state trasportate in territori statunitensi con aerei della CIA per venderla per la strada, a casa loro. Scoperto lo scandalo, vari funzionari sono stati condannati a pene di carcere per questi delitti, compreso il Segretario alla Difesa, Caspar Weinberger, in seguito tutti perdonati da George Bush padre come se niente fosse successo.

Possiamo dimenticare lo scandalo Watergate che, per i tanti abusi commessi da Richard Nixon e dai suoi seguaci, ha comportato la rinuncia alla Presidenza degli Stati Uniti, l’unica volta nella storia di quel paese che è successo? Nixon ha avuto perfino il disgraziato merito di svalutare per due volte l’inossidabile dollaro statunitense, avendo ignorato gli accordi di Breton Woods, rifiutandosi di restituire l’oro alle nazioni che avevano affidato le loro ricchezze al Tesoro statunitense. Tutti questi abusi, compreso lo spionaggio contro gli oppositori politici, sono stati fatti dalla CIA, dal FBI e dal Dipartimento delle Imposte Interne degli Stati Uniti in pregiudizio dell’economia mondiale.

Era solo l’inizio di crimini e di delitti maggiori, come è stato rivelato dalla Commissione diretta dal senatore Frank Church. In quell’occasione, gli obbiettivi della CIA e del NSA erano i capi di stato di nazioni con cui gli Stati Uniti manteneva rapporti politici, diplomatici o commerciali. Non ci può essere un delitto più degradante per una nazione che il regicidio. E gli Stati Uniti si sono dati il lusso di assassinare, fra gli altri, Patrick Lumumba in Congo, Ngo Din Diem in Viet Nam, il generale Schneider in Cile, e in società con la mafia siciliana hanno concepito più di seicento tentativi di assassinare il cubano Fidel Castro.

Ecco alcuni esempi del perché non ci dovrebbe sorprendere che gli attuali governi degli Stati Uniti abbiano torturato, diffamato, assassinato, mentito, falsificato, tirannizzato e brutalizzato in nome della democrazia occidentale. Non è sorprendente neanche il fatto che nessuno sia stato castigato per violazioni alle più elementari norme di rispetto dei diritti umani.

Forse a causa di questi precedenti, molti giurerebbero che Kennedy sia stato assassinato su richiesta del complesso militare industriale e credono fermamente che sia stato proprio il governo di George W. Bush a propiziare e mettere in pratica gli attacchi contro le torri gemelle l’ 11 settembre 2001, quando cercava una scusa per invadere l’Afganistan e l’Iraq.

Perché quando gli imperi si avvitano su se stessi, si snaturano e commettono i peggiori eccessi, a causa della loro disperazione quando presagiscono la fine.

*Scrittore e commentarista della Repubblica Domenicana

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