Liliana Buitrago – Il discorso di Tiahuanaco

evo

La storia è nota e che il popolo si veda rappresentato nei suoi presidenti, come ha segnalato Cristina Fernández, innegabile. Ancora una volta tutte le nostre origini hanno vinto in Bolivia. Il ritorno alla radice, il soffio della vita, l’acqua limpida, i saperi incrociati, la pluri-diversità, tutto al suo posto: la terra libera, la donna e l’uomo in equilibrio. In Bolivia ha vinto l’utopia disegnata da Galeano: un orizzonte che ci fa avanzare.

Il discorso di Tiahuanaco di oggi, che ha inaugurato la presa di possesso del presidente Evo Morales, rieletto dal popolo boliviano per la terza volta, più che di possesso manda segnali di libertà. Lui stesso allude chiaramente alla liberazione dei saperi: saper vivere, saper lavorare, saper produrre, saper pensare, saper governare; e colloca questa dimensione, quella conoscitiva, al centro della rivoluzione culturale della Bolivia.

Il discorso di Tiahuanaco indica con le braccia al cielo la possibilità del rispetto verso la determinazione dei popoli, che pur incentrandosi sui popoli indigeni tematicamente, tocca ogni forma di interazione spirituale e materiale.

Un elemento tematico fondamentale del discorso è l’indicazione di far passare nuovamente per il cuore (ri-cordare) le sorelle e i fratelli massacrati in tutta la nostramerica. Il presidente Evo fornisce una spiegazione del ruolo degli Stati Uniti e dei processi di colonizzazione nell’assassinio di milioni nel continente, dal nord a sud. Il discorso di Tiahuanaco è liberatorio e profondamente antimperialista, segno che il cambiamento proposto dal pensiero antisistemico, rappresentato dalla Bolivia e da luoghi di integrazione come l’ALBA, sono il risultato della resistenza contro-egemonica.

Ma è anche un discorso rivolto all’azione: azione produttiva, non di sviluppo, non moderna. Incita all’organizzazione, al pensiero organico, al sapere collettivo per la trasformazione della dimensione simbolica culturale dei popoli. Solo attraverso la comprensione del nostro ruolo nei cicli della natura, potremo trasformare le nostre pratiche consumiste depredatrici.

Con il suo storico 61,04%, che difficilmente troverà un riferimento nell’esercizio del potere politico in tutto il mondo (un presidente al suo terzo periodo costituzionale con un simile margine di appoggio), Evo Morales è il guardiano di una speranza mondiale, la possibilità che il rispetto verso tutti i saperi si materializzi in pratiche che rendano praticabile la vita nella, ma specialmente come parte della terra.

(Rebelión, 22 gennaio 20015)

*Liliana Buitrago è ricercatrice presso l’Istituto di Idee Avanzate (IDEA) del Venezuela.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in ARTICOLI TRADOTTI e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.