Natalia Bolívar* – Non sopportano che noi manteniamo quei principi per i quali abbiamo combattuto

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No, no, no. Io non credo che, con la ripresa delle relazioni con gli Stati Uniti, ci sia il pericolo che si perda l’identità cubana. Ma poi, perché ci sia davvero una ripresa delle relazioni, con ambasciatori … ce ne vuole, passerà un sacco di tempo; Barak perderà il suo potere, ne arriverà un altro che probabilmente sarà repubblicano, e i repubblicani sono sempre stati contrari a questa ripresa.

Per noi cubani, che da 50 anni viviamo in guerra perché siamo contro il blocco e contro tutto quello che ci hanno fatto, contro tutti i morti che abbiamo lasciato per strada, anche per mancanza di materie prime per fare delle medicine, per il cibo, per tutto … Le dirò una cosa: noi ormai siamo abituati a condurre una battaglia abbastanza dura, e quanto più è dura, più spine noi cacciamo. E’ così, quanto più creiamo, più ci succedono cose … Sembra una follia eppure, guarda, nel cinema aspiriamo ai Premi Goya, con Fragole e cioccolato siamo arrivati alla nomination per l’Oscar … Abbiamo molti problemi, ma stiamo sempre alla ricerca di scorciatoie spirituali per poter mantenere la nostra etica e i nostri principi. Per rispondere alla tua domanda, penso che sia una buona cosa riallacciare le relazioni con gli Stati Uniti visto che sono da sempre i nostri vicini. Pensa che in meno di 40 minuti parti dall’Avana e arrivi a Miami … Ma loro non hanno sopportato il fatto che noi manteniamo i nostri principi, quelli per i quali abbiamo lottato. Per la presunta democrazia in nome della quale tutti chiacchierano tanto, anche se nessuno ce l’ha, perché democrazia significa rispettare anche le leggi degli altri paesi, e adesso si è fatto tutto questo scompiglio perché la posizione politica degli Stati Uniti non ha avuto rispetto per gli altri paesi. L’hanno fatta finita con culture millenarie, è una vergogna. Non puoi pensare che la tua cultura è quella che ha ragione, quella valida. Ogni paese ha la sua cultura, deve difendere il governo che vuole, e governarsi da solo, senza lasciarsi penetrare o vendersi a nessuno.

Se sono ottimista? Non mi fido, perché questo signor Obama, pur essendo afrodiscendente, non ha fatto niente per i negri negli Stati Uniti. I negri continuano a morire, o continuano a uccidere i negri, e il razzismo al sud degli Stati Uniti continua come se non ci fosse mai passato né Lincoln né nessuno dei grandi presidenti che sono stati contro il razzismo. Non ho nessuna fiducia perché, in fin dei conti, si tratta solo di conversazioni, e infatti le chiamano proprio così, conversazioni. Punto primo, perché ci siano conversazioni, devono toglierci dai dieci paesi più terroristi, prima cosa, perché il terrorismo è dappertutto, noi però non abbiamo terrorismo; devono toglierci a base militare di Guantánamo che avrebbero già dovuto lasciare da più di 4 o 5 anni, credo fin dal governo Bush; e poi devono togliere il blocco. Altrimenti, di che parliamo? Di aprire un’ambasciata? Per farne che?

( Estratto da Intervista a “Noticias de Navarra”, 8 febbraio 2015)

* Natalia Bolívar è una prestigiosa studiosa cubana della cultura afrocubana.

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