Geraldina Colotti – Due video accusano leaders oltranzisti in Venezuela

VENEZUELA-master675Se i grandi media per­se­guis­sero seria­mente la verità dei fatti, i video che pro­ven­gono dal Vene­zuela, dispo­ni­bili sulle reti sociali, baste­reb­bero a chia­rire i ter­mini di quanto accade nel paese. Il primo è stato regi­strato da un dete­nuto eccel­lente, Leo­poldo Lopez. Si vede il lea­der di Volun­tad Popu­lar, un par­tito di destra che par­te­cipa al car­tello di oppo­si­zione Mesa de la Uni­dad Demo­cra­tica (Mud). Porta una cami­cia bianca, una grossa croce al collo. Con sguardo iera­tico, si dichiara in scio­pero della fame inde­fi­nito e fa appello alla piazza per nuove pro­te­ste con­tro il governo di Nico­las Maduro.

Quelle dell’anno scorso, pro­mosse da lui e da altri diri­genti (ex gol­pi­sti a capo di for­ma­zioni oltran­zi­ste come Maria Corina Machado e Anto­nio Lede­zma) hanno pro­vo­cato 43 morti e oltre 800 feriti. Lopez è attual­mente sotto pro­cesso come respon­sa­bile di quelle vio­lenze e si trova nel car­cere mili­tare di Ramo Verde. Lede­zma è agli arre­sti domi­ci­liari in attesa di essere giu­di­cato per il ten­tato colpo di stato, sven­tato recen­te­mente dal governo. Machado è stata pri­vata dell’incarico par­la­men­tare dopo essere andata all’Organizzazione degli Stati ame­ri­cani (Osa) a par­lare a nome (o meglio, con­tro) del suo paese e senza mandato.

Per Lopez si sono mobi­li­tate le destre inter­na­zio­nali e anche par­la­men­tari di cen­tro­si­ni­stra: il “regime” del dit­ta­tore Maduro, si è detto, dopo aver represso paci­fici mani­fe­stanti, ne ha incar­ce­rato i suoi lea­der. Una cam­pa­gna inter­na­zio­nale che ha spinto il pre­si­dente Usa Barack Obama a un decreto di san­zioni con­tro fun­zio­nari del governo Maduro, nel quale il Vene­zuela è stato defi­nito «una minac­cia inu­suale e straor­di­na­ria» per la sicu­rezza degli Stati uniti. San­zioni — ha annun­ciato Washing­ton — che ver­ranno ulte­rior­mente inasprite.

Il secondo docu­mento audio deriva da inter­cet­ta­zioni ambien­tali in car­cere. Le voci che si sen­tono sono quelle di Lopez e di un altro poli­tico dete­nuto per le vio­lenze dell’anno scorso, il sin­daco Daniel Cebal­los. I due si scam­biano le infor­ma­zioni su un nuovo piano desta­bi­liz­zante, con tanto di nomi e cognomi e respon­sa­bili dell’organizzazione di nuove vio­lenze. Per que­sto, Cebal­los è stato tra­sfe­rito in altra sede. Per lui, subito si son fatti sen­tire noti difen­sori dei diritti umani quali l’ineffabile diret­tore ese­cu­tivo per le Ame­ri­che di Human Rights Watch, Miguel Vivanco e la Sot­to­se­gre­ta­ria di stato Usa, Roberta Jacobson.

Il Difen­sore del Popolo, Tarek Saab, si è subito recato a tro­varlo, ne ha con­sta­tato le buone con­di­zioni di salute e ha for­nito alla stampa par­ti­co­lari sulla situa­zione di Lopez: sta bene, ha rice­vuto la visita dei figli e ha man­giato con loro. Che poi il dete­nuto, che secondo i suoi soste­ni­tori sarebbe in iso­la­mento e super-sorvegliato fosse in pos­sesso di una tele­ca­mera, non ha tur­bato nessuno.

Nei pro­grammi di Lopez e Cebal­los, il primo refe­rente delle nuove pro­te­ste sarebbe stato il set­tore uni­ver­si­ta­rio di classe medio alta, orga­niz­zato dalle orga­niz­za­zioni fasci­ste. Dai quar­tieri bene del paese e non da quelli popo­lari (desti­na­tari dei mas­sicci inve­sti­menti sociali del governo) sono par­tite le «pro­te­ste dei ric­chi» dello scorso anno. Nelle regioni di con­fine con la Colom­bia, dove il traf­fico di valuta, di ben­zina e di ali­menti sus­si­diati apporta più di quello della droga, sono arri­vate le mafie colombiane.

Ma per alcuni media sarebbe invece in corso un’inchiesta dell’agenzia anti­droga Usa, la Dea, con­tro Dio­sdado Cabello, pre­si­dente del par­la­mento vene­zue­lano, accu­sato di essere a capo di un car­tello di nar­co­traf­fi­canti per por­tare la droga negli Usa. Con quali com­pli­cità nor­da­me­ri­cane avreb­bero potuto atter­rare gli aerei? Né que­sta né altre domande logi­che sfio­rano la mente dei gior­na­li­sti che — come Roberto Saviano — hanno ampli­fi­cato la pre­sunta inchiesta.

(Il Manifesto, 27.5.2015)

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