Alessandra Riccio – Poteva essere uno scoop sensazionale …

SOPI_ZmlkZWwtZGFuaWVsLWV2by1jb3JyZWExLmpwZw==E’ davvero appassionante l’ultimo articolo di Omero Ciai su La Repubblica di questo primo giorno d’estate: inviato dal suo giornale nella Cuba in via di essere liberata dall’embargo, si inoltra nella regione orientale per visitare la casa natale dei fratelli Castro a Birán e ce ne descrive il cimitero di famiglia. I Castro sono longevi, a quanto pare, e di tanti fratelli, solo una è già defunta. Comunque, ci informa Ciai, le tombe sono disposte a semicerchio intorno a quelle di Angel e di Lina, progenitori di cotanta stirpe; mancano però le lapidi di Raúl e Fidel. Da questa visita nasce l’inquietante domanda che il giornalista pone: dove sarà sepolto Fidel, ormai malato e vecchio? Non può non averci pensato, considera il reporter, e magari ha anche deciso dove, ma non ha avuto la delicatezza di comunicarlo. E l’inviato di Repubblica si affanna a interrogare guardiani di cimiteri, passanti e interlocutori vari. E così sappiamo che Raúl sarà sepolto nel memoriale del Segundo Frente, dove è già la tomba di sua moglie e compagna di lotta Wilma Espín. Ma Fidel? Il bravo reporter vaglia tutte le ipotesi: sul Pico Turquino, a Plata Alta o magari, più comodamente per i futuri visitatori, nel cimitero di Santa Ifigenía a Santiago dove (udite, udite!) è sepolto Compay Segundo, quello di Buerna Vista Social Club. In secondo piano ci sono anche le tombe dei martiri dell’assalto al Moncada e quella di José Martí, l’intellettuale combattente per l’indipendenza di Cuba, considerato come il Padre dela Patria. Ciai non è persuaso che il cimitero di Santiago potrà ospitare le ossa del leader e pensa, allora, alla Plaza de la Revolución o più semplicemente al cimitero dell’Avana. Ma cerca, interroga, ipotizza, il giornalista non riesce a scoprire questa scottante decisione. Allora si rifugia nel gossip, che contenta sempre i lettori, e ci informa che questa mania di segretezza di Fidel è stata causa di assurde e grottesche conseguenze: cugini che non si erano mai visti, rischiano di cadere nell’incesto; figli di Raul, in un’agnizione degna del peggior feuilleton, scoprono che quel giovanotto incontrato per caso è un figlio di Fidel, cioè suo cugino carnale! Ciai si fa travolgere dall’entusiasmo di dimostrare che Fidel Castro ha l’ossessione della segretezza e inventa che la casa del líder máximo è stata vietata per anni a Raúl e alla sua famiglia e perfino al fratello maggiore Ramón. Ma non è vero: la famiglia di Raúl, più stabile di quella di Fidel, è stata sempre punto di riferimento per tutti i fratelli e i cugini poiché i rapporti fra tutti i Castro, compresi quelli che non vivono a Cuba sono sempre stati molto stretti.

Da che ha lasciato la Presidenza, la casa di Fidel è stata fotografata ogni volta che qualche personalità (e ne sono tante), andava in visita alla casa di Punto Zero. Gianni Minà, autore di due storiche interviste a Fidel, qualche anno fa è andato a trovarlo con la sua famiglia ed è tornato con le fotografie di rito. L’insegnante della sua figlia più piccola, qualche giorno dopo, ha chiamato i genitori per lamentarsi della troppo fervida immaginazione della ragazzina: in un tema dal titolo “Racconta di una tua giornata particolare”, la scolara aveva scritto: “Il giorno in cui siamo andati a mangiare un gelato a casa di Fidel Castro.”!

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