Patrizia Larese – Un’importante vittoria per il popolo Mapuche

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Alle prime luci dell’alba del 27 maggio scorso, la polizia ed i GEOP (Groupo Especial de Operaciones Provinciales, le Forze Speciali delle Operazioni della Provincia) sono intervenuti con violenza al Lof di Resistenza di Cushamen per uno sgombero forzato. I Mapuche stavano presidiando un territorio all’interno dell’estancia Leleque, sulla Ruta 40 a circa 100 km. da Esquel, di proprietà Benetton per il recupero delle terre ancestrali.

Secondo la radio comunitaria FM Kalewche l’azione violenta della polizia è stata motivata dall’ordine di cattura internazionale che pende nei confronti di Facundo Jones Huala, uno dei giovani mapuche che viveva al Lof e che è accusato di terrorismo.

A causa di ciò l’intervento delle forze dell’ordine si è svolto con gas lacrimogeni e grosse armi: dall’anno scorso per la giustizia argentina i giovani sono terroristi. Al termine dell’azione della polizia sono state condotte in carcere sette persone. Dopo alcuni giorni sei di esse sono state rilasciate, mentre per Facundo Jones Huala è stata richiesta l’estradizione in Cile. Se ciò avvenisse la situazione si aggraverebbe enormemente per l’attivista mapuche dal momento che la legge antiterrorismo in Cile, quella voluta da Pinochet negli anni ’70 ed ancora in vigore, è ancora più dura e repressiva di quella argentina.

“Al Lof sono rimaste due donne con quattro bambini circondate dalla polizia- dice Martiniano Huala, il referente della Comunità mapuche di Esquel – per questo motivo abbiamo bisogno che questi fatti vengano diffusi il più possibile.”

 

Facundo Jones Huala, lonko (leader politico e religioso della comunità mapuche), è un attivista del Movimento Mapuche Autonomo di Puelmapu e della Resistenza Ancestrale Mapuche, una organizzazione impegnata in azioni di confronto diretto verso le multinazionali ed i governi cileno ed argentino.

In un’intervista rilasciata all’agenzia ANRED[1] Facundo afferma che il potere e la responsabilità del ruolo che ricopre fanno sì che egli debba impegnarsi in una militanza attiva per le terre e le famiglie mapuche.

Facundo dichiara di essere un perseguitato politico: “Il nostro Movimento – afferma – lotta per il recupero delle terre ancestrali in diversi luoghi tra cui le zone di Villa la Angostura (Argentina) contro il latifondista statunitense William Fisher che pretende di installare un impianto per il prelievo dell’acqua.”

 

Nel gennaio del 2013 Facundo insieme con altre cinque persone viene arrestato a Pilmaiquén, in Cile, con l’accusa di incendio doloso perché la comunità mapuche di quelle terre si oppone alla costruzione di una diga sul fiume Pilmaiquén.

Nel 2009 è stato approvato l’ennesimo progetto idroelettrico su un territorio che apparteneva ai Mapuche. Si tratta del progetto Central Hidroeléctrica Osorno, dell’impresa multinazionale Pilmaiquén S.A. Questo progetto prevede l’inondazione del Ngen Mapu Kintuante, situato a Pilmaiquén, nella comunità mapuche di El Roble Carimallin, un luogo dove sorge un complesso cerimoniale sacro per i mapuche-williche (cioè i Mapuche del sud), motivo per cui nel 2004 è nato un movimento di protesta contro il progetto in difesa di questi territori sacri. Tra gli arrestati ci sono anche due machi. La/il machi è la guida spirituale dei Mapuche ed è la persona che cura nel modo tradizionale mapuche. Ė un ruolo molto rispettato e di fondamentale importanza nella cultura di questo popolo.

Dalla fine del 2012 è in atto una nuova tattica da parte dello stato cileno volta a indebolire la lotta del popolo mapuche: la detenzione arbitraria delle sue autorità ancestrali politiche e religiose, siano esse machi, werken (portavoce) o lonko (capo politico).

 

“Mentre mi trovavo in Cile a Pilmaiquén – continua Facundo durante l’intervista – presso la machi, portavoce delle comunità en Resistencia di quel territorio, impegnata con la sua comunità contro l’invasione delle centrali idroelettriche, sebbene fossi malato, mi arrestano e mi detengono in prigione per un anno. Per questo motivo sono accusato di essere un terrorista perché lotto per la “recuperación de las tierras” (recupero delle terre ancestrali) e nei miei confronti viene applicata la Legge Antiterrorista, questo non è accettabile. Nel processo di recupero delle terre per i Mapuche non esistono recinti perché all’interno di ogni recinzione non c’è uno Stato. Non esiste lo Stato argentino, non esiste lo Stato cileno. Non esiste neppure la logica della proprietà winka (bianca). Potremmo dire che esiste una “zona mapuche liberata”, dove si ricostruisce la nostra vita. Questo è il nostro progetto politico. Noi stiamo lottando per cacciare le multinazionali dal territorio mapuche, espellere le miniere, le industrie petrolifere, i Benetton, i Lewis e l’imprenditorialità nazionale.

Lo Stato ha generato questo conflitto politico storico e non ha saputo risolverlo. Per questo motivo noi ci impegniamo nel “recupero delle terre”, è un processo rivoluzionario perché stiamo ricostruendo il nostro mondo. Occorre ricordare che i popoli nativi vivono nelle terre peggiori: pietrose, sabbiose, spazi ridotti e senza acqua. Mentre i capitalisti, i proprietari terrieri posseggono le terre migliori, le terre produttive. Perché la borghesia non cede i suoi privilegi a nostro beneficio?…Noi Mapuche siamo stati torturati e perseguitati per molti, molti anni. Si sono verificate morti per il recupero delle terre che non sono mai state denunciate…Chiediamo come popolo mapuche un cammino di liberazione nazionale, come nelle altre nazioni oppresse impegnate in un cammino di emancipazione”.

Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel per la Pace 1980, sempre vicino alle lotte dei popoli nativi, è giunto ad Esquel per partecipare all’udienza del 31 agosto scorso in cui è stata richiesta l’estradizione di Facundo Jones Huala in Cile.[2] Pérez Esquivel è presidente della Commissione per la Memoria della Provincia (CPM Comisión Provincial por la Memoria) di Buenos Aires.

La cittadina di Esquel per questo evento è stata invasa da più di 400 poliziotti ed elicotteri, data la presenza dei numerosi indios Mapuche venuti per testimoniare il loro sostegno a Facundo.

Pérez Esquivel ha dichiarato: ”Ė necessario porre fine a questa contraddizione che criminalizza i popoli nativi per le loro lotte ed i loro diritti ancestrali, mentre si continua a beneficiare i grandi latifondisti nelle terre che non appartengono loro. In questo contesto, Facundo Jones Huala è un detenuto politico.

Saremo presenti all’udienza per esprimere la nostra posizione nella difesa dei diritti dei Mapuche nella regione, perché ci preoccupa il fatto che i popoli nativi siano rappresentati come assassini quando, in realtà, sono vittime. Si sta violando la Costituzione Nazionale, l’accordo dell’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) la dichiarazione dei diritti delle Nazioni Unite sui popoli nativi.

Occorre ricordare che Jones Huala è incriminato in due cause penali: una per supposta usurpazione ed abigeato denunciato dalla Compañia de Tierras del Sur Argentino, di proprietà Benetton e l’altra, per i presunti delitti di incendio, detenzione illegale di armi di fabbricazione artigianale ed entrata clandestina in territorio cileno, per la quale la giustizia del paese confinante sollecita l’estradizione del leader mapuche. La comunità ha respinto reiteratamente le accuse di incendio di boschi o praterie, riaffermando la propria visione che dà assoluta priorità alla difesa ed alla protezione della natura e dell’ecosistema.”

In data 2 settembre 2016 la CPM ha pubblicato sulla sua pagina FB[3] un comunicato in cui “Celebra la sentenza del giudice federale Guido Otranto che ha pronunciato la nullità del processo di estradizione in Cile del lonko mapuche Facondo Jones Huala. La giustizia ha riconosciuto l’esistenza di pressioni e violenze contro i testimoni presenti nella causa. A questo si somma lo spionaggio illegale utilizzato durante il processo di procedimento giudiziario provinciale.

Nella cornice del tavolo di dialogo convocato dal giudice, la CPM reclama una soluzione del conflitto che rispetti i diritti ancestrali dei paesi originari.

La libertà concessa a Jones Huala per questa causa rappresenta un passo importante nella ricerca di giustizia ed obbliga ad approfondire le istanze di dialogo con l’INAI (Instituto Nacional de Asuntos Indígenas) e le autorità provinciali e nazionali per trovare una soluzione consensuale del conflitto con le comunità mapuche del Chubut. La CPM esige la sospensione delle persecuzioni da parte della polizia e giudiziarie contro i militanti mapuche e le organizzazioni sociali e dei diritti umani che fanno parte della Rete di Appoggio al Lof in Resistenza.

La CPM sottolinea inoltre che la risoluzione di questo conflitto deve rispettare i principi costituzionali di riconoscimento della preesistenza dei popoli originari.”

[1] http://www.anred.org/spip.php?article12375

[2] http://noticiasesquel.com.ar/noticiasesquel/el-premio-nobel-adolfo-perez-esquivel-estaria-en-esquel-para-el-juicio-por-la-extradicion-de-facundo-jones-huala/

[3] https://www.facebook.com/notes/comisi%C3%B3n-provincial-por-la-memoria/la-cpm-celebra-la-decisi%C3%B3n-de-la-justicia-de-esquel-de-rechazar-la-extradici%C3%B3n-d/1132720960129893

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