Maria R. Calderoni – Il dio spione. La storia di Snowden nel libro-inchiesta di Luke Harding

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Dio esiste ma non vive a Bruxelles. E nemmeno in cielo. Vive in un posto che sta a Fort Mead, Maryland e propriamente si chiama Nsa (National Security Agency), ossia l’agenzia spionistica governativa degli Usa creata nel 1952. Lí dentro c’è dio, il vero dio. Il CyberDio. E a guardarlo bene, da vicino, fa paura. Molto più paura del vecchio dio, al quale, in fondo, ammettiamolo, sono sempre sfuggite un mare di cose. Al CyberDio invece nulla sfugge e in più tutto puó fare.
Ne narra questo libro di Luke Harding, giornalista del Guardian – “Snowden. La vera storia dell’uomo più ricercato del mondo” (Newton Compton) – che lascia francamente stupefatti. La vicenda di Edward Snowden, l’informatico quasi ragazzo che ha trafugato e mondialmente diffuso i secrets e i top secrets made Usa, è nota e raccontata in tutte le lingue da oltre tre anni. Né, ovviamente è una novità l’esistenza dello spionaggio sia nazionale che internazionale, figuriamoci. Ma a lasciare stupefatti è lo Spione cibernetico. Il CyberDio.
Niente fantascienza. I dati, le informazioni, le descrizioni di Harding sono tutti veri, anche se uno stenta a crederci, anche se siamo nel ventunesimo secolo e conviviamo con Internet. Non siete esperti “informatici”?
Peggio per voi, non capirete mai in che mondo state vivendo, a vostro rischio e pericolo, nel bene e nel male. Con CyberDio che non perdona.
Prendete Nsa, una sigla semplicissima e del resto nota: sta per National Security Agency, vale a dire la macchina di spionaggio Usa, quella che Assange definí <la più grande che il mondo abbia mai conosciuto>”. Ok, già lo sapevamo. Ma è quello che il libro descrive e documenta a lasciare sconcertati.
L’Agency, tanto per dire, è in grado di raccogliere ogni genere di segnale elettronico: onde radio, micronde, intercettazioni satellitari, comunicazioni satellitari, grazie a stazioni di intercettazione sparse nell’universo mondo, dentro basi militari, ambasciate e ovunque. Tutto ció ovviamente in modo clandestino, <senza mai che l’obiettivo se ne renda conto>.
L’obiettivo, cioè anche tutti noi, uno per uno, alla Nsa piacendo.
Il libro di Harding ci conduce dentro questo secretato universo parallelo made Usa. Per esempio. < In base alla mappa della “temperatura globale” svelata da Snowden, nel marzo 2013 la NSA aveva raccolto la cifra sbalorditiva di novantasette miliardi di unita di informazione di intelligence dai computer di tutto il mondo>. Magari anche dal nostro…
L’acronimo è impronunciabile e fa GCHQ (tradotto vuol dire Government Communications Headquarters – Quartier
generale del governo per le comunicazioni), si trova a Cheltenham, Regno Unito, ed <è l’agenzia governativa che si occupa della sicurezza, nonché dello spionaggio e controspionaggio, nell’ambito delle comunicazioni, attività tecnicamente nota come SIGINT (SIGnal INTelligence)>.
In sostanza, il GCNQ è l’equivalente britannico della NSA, con la quale “lavora” ovviamente in strettissima connessione.
Anzi, dipendenza (ben remunerata, s’intende). Tanto per farsi un’idea, risulta che, ad esempio, <nel periodo dal 2009 al 2012, il governo americano versò al GCHQ almeno cento milioni di sterline>.
Un ottimo partner, in tutto degno dell’ immensa NSA.Sempre per capirci. A cavallo tra il 2010 e il 2011, il portentoso GCHQ riferiva soddisfatto al suo partner Usa che, <in una finestra temporale di ventiquattr’ore era stato possibile immagazzinare trentanove miliardi di eventi>. Per chiarire, trentanove miliardi di informazioni in un singolo giorno. Mica male.
Padroneggiare Internet, questo è il problema.
E a tale scopo supremo – quello che ti mette in pugno il mondo – i Due SuperSpioni dell’Occidente non si risparmiano né sforzi né mezzi, sia legittimi, sia – e soprattutto – illegittimi (ne sappiamo appunto grazie all’informatico- informatore di nome Edward Snowden).
Sempre tanto per dire. <Il 25% dell’attuale traffico informatico mondiale attraversa il territorio britannico su cavi, nel percorso tra Stati Uniti, Europa, Africa e Oriente. Gran parte del traffico restante, ha punti di partenza o di uscita negli Stati Uniti, perciò Stati Uniti e Regno Unito ospitano la maggior parte dei crescenti flussi di dati del pianeta>.
Siamo ben “sorvegliati” e “protetti”.
Sogni d’oro..
Si capisce bene perché per gli Usa Snowden è diventato l’uomo più ricercato del mondo, l’uomo morto che cammina. E si capisce bene anche perché solo dopo parecchie settimane dallo “strano” appprodo del prodigioso informatico in Russia, il Cremlino ha deciso di concedergli quell’asilo politico che lui aveva chiesto – invano e a lungo! – ad almeno altri venti Paesi. Le pressioni Usa perché Putin ne decretasse l’espulsione furono infatti fortissime e reiterate, arrivando a minacciare ritorsioni nei rapporti tra i due Stati.
Ma Il Cremlino è rimasto fermo, limitandosi diplomaticamente a sottolineare <l’assenza di un patto bilaterale con gli Usa in fatto di estradizione>. E Snowden è tuttora in Russia.
Da qualche parte.

“Snowden. La vera storia dell’uomo più ricercato del mondo” (Newton Compton)

9 febbraio 2017

http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=27573

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