Pablo González Casanova –La bugia più grande del mondo

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Il sociologo messicano Pablo González Casanova ha 96 anni ma non ha smesso di combattere. Una delle intelligenze più rispettate dell’America Latina, è stato e sta a fianco degli zapatisti nel Chiapas, incurante del fango e delle scomodità. Ha il vizio di non farsi raccontare le cose, ma di andarle a vedere con i suoi occhi. Sul quotidiano messicano “La Jornada” del 12 aprile scorso, ha raccontato quello che ha visto durante un suo viaggio in Venezuela, paese di cui difende l’esperienza rivoluzionaria inaugurata da Chavez e sostenuta da Maduro. E’ l’esperienza di una comunità che cerca di autosostenersi e di prepararsi alla difesa in nome di principi etici e politici condivisi. (a.r.) Continua a leggere

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Raúl AntonioCapote – Da James Monroe a Marilyn Monroe: l’America agli americani

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Raúl Capote è stato un doppio agente, arruolato dalla CIA ma fedele alla Rivoluzione Cubana. Prima di cadere in questa tremenda avventura, era un docente con aspirazioni letterarie, un intellettuale con le sue inquietudini, un uomo alla ricerca di una naturale autoaffermazione. Il suo contatto con gli agenti statunitensi, lungo e teso, gli ha insegnato tante cose, prima fra tutte l’infinita gamma di strategie, di trucchi, di tecniche di destabilizzazione e di inquinamenti della realtà. Ha scritto un libro in cui ha descritto tutto questo; lo ha presentato a Roma qualche anno fa accompagnato da me che ero sicura di trovare una sala affollata anche di giornalisti attirati dalle rivelazioni contenute nel libro. La sala era mezza vuota e la stampa ha ignorato la presenza di questo straordinario testimone. Oggi Capote ha pubblicato sul Granma questo articolo che contiene molta più verità di quanta saremmo disposti a credere. (a.r.)
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Irmalicia Velázquez Nimatuj – Muore il dittatore José Efraín Ríos Montt

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Il dittatore guatemalteco José Efraín Ríos Montt è morto la scorsa domenica di Pasqua a 91 anni, a casa sua, dove scontava gli arresti domiciliari, mentre affrontava per la terza volta il processo per genocidio contro il Popolo Ixil, processo che si teneva a porte chiuse per i sopravvissuti, la stampa e il mondo, a dimostrazione del potere che ha esercitato fino all’ultimo giorno della sua vita dimostrata dall’assenza di trasparenza nell’esercizio della giustizia nei tribunali guatemaltechi che si erano rifiutati di giudicarlo fin dal 1999 quando sopravvissuti del popolo maya che avevano patito il genocidio durante la sua presidenza avevano cominciato ad esigere giustizia in Guatemala, passato poi alla Audiencia Nacional Española che ne aveva chiesto l’estradizione nel dicembre del 2006. Continua a leggere

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Appello al Governo dell’Ecuador

Julian Assange

 

Rivolgiamo un appello al Governo dell’Ecuador affinché permetta a Julian Assange il suo diritto alla libertà di espressione.

Se mai c’è stato un momento in cui risultava chiaro che il caso di Julian Assange non è mai stato solo un caso legale, ma una battaglia per la protezione dei diritti umani fondamentali, è questo.

Citando alcuni messaggi di twitter critici sulla recente detenzione del presidente catalano Carles Puigdemont in Germania, e dopo quella che sembra essere la pressione degli Stati Uniti, della Spagna e del Regno Unito, il governo ecuatoriano ha istallato un dispositivo di blocco elettronico per evitare che Julian Assange possa comunicar in qualche modo con il mondo esterno attraverso Internet e telefono. Continua a leggere

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Patricia de Souza* – Il femminismo nemico della letteratura? Vargas Llosa dixit

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Ci sono degli editoriali, come l’ultimo pubblicato da Mario Vargas Llosa (su La Repubblica, 20.3.2018), che fa veramente sussultare, non solo perché si tratta di “linguaggio” e “idee” che appartengono a un’opinione dominante che attacca quello che crede sia un pericolo per il suo ordine, ma perché sono le idee della società patriarcale, capitalista e socialmente normativa: non riconosce (perché lo ignora), che la donna non ha avuto diritto di replica nella rappresentazione del suo corpo. Sono note le incursioni dello scrittore in difesa del neoliberismo come unica forma di sviluppo, modello produttivo ed estrattivo, in difesa di una “supposta modernità”, da cui sono esclusi il problema climatico, la crisi migratoria (e le guerre che la provocano) e, naturalmente, il femminismo. I suoi articoli sono soliti attaccare qualsiasi tentativo di rimuovere pietre del passato, in quest’ultimo editoriale, le “femministe radicali”, sic! Qui si tratta di un femminismo che Mario Vargas Llosa considera come “nemico della letteratura”, facendone una caricatura. Ma oltre il ben noto tono ideologico dell’autore, che sta succedendo col femminismo? e perché molti uomini stanno premendo il campanello d’allarme? Continua a leggere

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Alfredo Serrano Mancilla* – La fine della disputa elettorale in America Latina

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Indubbiamente i governi progressisti in America Latina hanno commesso la loro quota di errori nello sforzo arduo di cambiare gli assetti sociali, politici, economici e di politica internazionale nei loro paesi. Un pesante scotto da pagare per chi intraprende un cammino di trasformazioni che a volte sono state francamente rivoluzionarie. Ciò detto, mi sembra indispensabile sapere a quali e quanti strumenti ricorre la destra conservatrice con i suoi alleati, per lavorare ai fianchi l’avversario. (a.r.) Continua a leggere

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Ignacio Ramonet – L’umanesimo rivoluzionario

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Il breve e travolgente passaggio di Hugo Chávez in America Latina e in Venezuela ha lasciato un’importante eredità di idee sociali e politiche pensate in primo luogo per la sua patria ma strettamente intrecciate al mondo che ruota intrno. Il giornalista Ignacio Ramonet, che lo ha conosciuto bene, ci invita ad osservare e verificare il coacervo del suo pensiero rivoluzionario dove trovano spazio Marx e Cristo, la Patria e il mondo, la libertà e l’uguaglianza. Una lettura attenta e spregiudicata, libera da preconcetti, potrebbe essere utile anche al nostro mondo eurocentrico che sembra aver esaurito la capacità di pensare. L’invito è a riflettere anche su quegli aspetti che a noi sembrano obsoleti e a ricordare che il richiamo alla teologia della liberazione e il suo proliferare sono carne e sangue dell’America Latina. (a.r.) Continua a leggere

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