Enrique Ubieta – Impegno

La guerra che ci stanno facendo ci obbliga a guardare meglio dentro di noi e ad auscultare le nostre debolezze e deficienze. Ma non sarà possibile comprendere pienamente quello che succede nelle nostre città se non capiamo quello che succede nel mondo e il rapporto particolare fra il nostro paese e i centri mondiali del potere.

Per capire gli avvenimenti dell’11 luglio scorso bisogna parlare prima di molte cose che apparentemente non c’entrano. Dobbiamo ricordare una circostanza storica determinante: Cuba ha istaurato la sua Repubblica in Armi, machete in pugno, dando l’impulso definitivo alla conformazione della nazione, nell’istante in cui, a 90 miglia dalle sue coste, nasceva e si sviluppava l’imperialismo. La radicalità del pensiero di José Martí e di Fidel risponde, come ha scritto il primo nella sua ultima lettera, proprio a questo.

Continua a leggere
Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati su Enrique Ubieta – Impegno

Alessandra Riccio – Cosa succede a Cuba?

Continua a leggere
Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati su Alessandra Riccio – Cosa succede a Cuba?

Alessandra Riccio – I have a dream

I have a dream: che i Presidenti dei 184 paesi che hanno votato contro il blocco finanziario, economico e commerciale che gli Stati Uniti mantengono contro Cuba da sessanta anni, in coerenza con la posizione espressa nella recente Assemblea Generale delle Nazioni Unite, facciano pervenire al Presidente Biden, attraverso i canali che la diplomazia suggerisce, la ovvia necessità di rendere effettiva la volontà della maggioranza dei paesi del mondo riuniti in quella assemblea nata dalla volontà di pace, di giustizia e di concordia conseguente ai disastri della Seconda Guerra Mondiale. Mentre lo scrivo, immagino il lettore spazientito che mi dice: “Ma in che mondo vivi?”, ed ha ragione. Vivo (vorrei vivere) dove le parole e i gesti hanno (dovrebbero avere) senso. Non è così. La lingua corrente è biforcuta, la narrativa si articola su luoghi comuni, slogan, doppi sensi.

Continua a leggere
Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati su Alessandra Riccio – I have a dream

Ivette González Salanueva – Dell’opposizione

Ivette González Salanueva è la figlia ventitreenne di René González, uno dei Cinco Héroes, gli agenti che lavoravano a Miami per il governo cubano e che ha pagato per questo lunghi anni di carcere nelle prigioni statunitensi. Sua mamma, Olga Salanueva, è stata anche lei arrestata nonostante fosse innocente, avesse il suo passaporto americano, fosse madre di due figlie di cui Ivette nata a Miami solo pochi mesi prima dell’arresto del padre. Anche Olga è un’eroina: messa di fronte alla possibilità di essere liberata se avesse denunciato la rete di spionaggio di cui faceva parte René, non ha ceduto; è stata cacciata dal paese e mandata a Cuba da dove era molto difficile poter visitare il marito. Un calvario divenuto epopea nella grande campagna a favore della libertà dei Cinque eroi cubani. In questi giorni di crisi, Ivette, che per tanti anni non aveva potuto conoscere il padre, in questi giorni di crisi ha preso la parola come è suo diritto, toccando un tasto generalmente poco trattato: cosa è l’opposizione a Cuba.

Continua a leggere
Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati su Ivette González Salanueva – Dell’opposizione

José Steinsleger – Nicaragua e il giornalismo di guerra

Quando mi guardo indietro, compaiono le immagini del Nicaragua che ho vissuto (il terremoto del 72, la vittoria rivoluzionaria del 79, la “cuccagna” sandinista del 90), mi dico: come eri bello e in tiro! Poi sospiro guardandomi ai fianchi e … naturalmente mi scontro con la realtà.

Non ho mai avuto l’onore di essere un guerrigliero. E non ho neanche mai avuto il desiderio di scrivere in Nicaragua un romanzo stile Hemingway o Malraux. Oppure dense analisi fatte per confondere chi, rosario in mano, la pensava come Debray o come Marta Harneker.

Ero semplicemente un giornalista angosciato con un editore che assomigliava a quello di Clark Kent nel Daily Planet: non inventare. Raccontaci la verità. E dunque, nella campagna presidenziale del 1990, l’ho raccontata dicendo che i sandinisti, dopo aver vinto la guerra contro il nemico esterno, erano finiti sconfitti dal nemico interno.

In qualche cronaca ci ho incluso un dialogo dal film La battaglia di Algeri (Pontecorvo, 1960) dove, parola più, parola meno, un giovane guerrigliero chiede a un capo veterano: Manca molto alla fine della rivoluzione? Il capo risponde: Cominciare una rivoluzione è difficile; persistere nella lotta è ancora più difficile; prendere il potere, una chimera. Ma se si prende il potere, allora cominciano le vere difficoltà.

Continua a leggere
Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati su José Steinsleger – Nicaragua e il giornalismo di guerra

Alessandra Riccio – Sentipensare*

Il Novecento

Chi non sa sentipensare non capirà mai la complessità dell’America Latina e dell’America tutta. Del sentipensiero ci ha detto e raccontato Eduardo Galeano, pur se questo bel neologismo potrebbe essere, ma non è suo. Lo ha raccolto fra i pescatori della costa colombiana che, «cercando una calda coperta al linguaggio che dice la verità», lo hanno inventato e usato. Galeano nasce giornalista; con la penna scrive, con la matita disegna e con le gambe macina chilometri perché è un cronista che scrive ciò che vede, che racconta ciò che sente dalla voce dei suoi testimoni. Ne ha fatta di strada il giovane cronista, partendo dalla sua Montevideo, nel piccolo Uruguay, allora denominato la Svizzera dell’America Latina, per cordigliere e per deserti, per capitali gigantesche e villaggi sperduti, attraverso lingue ed etnie, lungo spiagge paradisiache e foreste pluviali, attraverso un tempo mai lineare e spazi violati dall’arbitrario confine tracciato a tavolino nel corso di una storia di soprusi non solo complessa, ma per molti versi eccezionale e senza paragoni. Tutti i suoi passi, i suoi incontri, le esperienze, i miti e le leggende, le durissime realtà del suo continente, sono raccolti e raccontati nei tre volumi indispensabili delle sue Memorie del fuoco ( Rizzoli, 2005): gli occhi e i sensi di un uomo del Novecento che crede nella memoria e che la memoria tramanda. E’ un libro sentipensato che trae l’America dall’oscurità, che ne tramanda le gesta grandi o i gesti infimi, e rivela l’importanza del punto di vista per poter narrare la realtà[1].

Continua a leggere
Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati su Alessandra Riccio – Sentipensare*

Volker Hermsdorf *– Chi condanna Cuba?

Il Parlamento europeo ha approvato una “proposta di risoluzione sui diritti umani e sulla situazione politica a Cuba” con 386 voti a favore, 236 contrari e 59 astenuti. La mozione era stata formulata e presentata, fra gli altri, da fascisti dichiarati dei partiti di destra Vox (Spagna), Fratelli d’Italia e HSP-AS (Croazia) del gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei. Hanno appoggiato la richiesta anche i politici del conservatore e destrorso PiS polacco, il Partito Popolare spagnolo (PP) e l’alleanza liberale Renew Europe, di cui fa parte anche il FDP tedesco.

Dopo che l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, Josep Borell, aveva difeso il martedì precedente nell’assemblea dell’Eurocamera “l’Accordo di Dialogo Politico e di Cooperazione fra le UE e Cuba firmato nel 2017 manifestando una chiara critica al bloqueo statunitense, il blocco delle destre è riuscito a danneggiare le relazione dell’Unione Europea con lo stato dell’isola socialista.

Il documento di dieci pagine accusa Cuba, fra l’altro, dell’ “esistenza di prigionieri politici e di detenzioni arbitrarie”. Come prova indica “gli attuali attacchi contro gli artisti del movimento San Isidro”. Benché vari rappresentanti del gruppo San Isidro, finanziato dagli Stati Uniti, hanno ammesso da allora i loro vincoli con le autorità statunitensi e con strutture terroriste, le destre della UE chiedono la liberazione di “tutti i prigionieri politici e delle persone incarcerate arbitrariamente per il semplice fatto di esercitare la loro libertà di espressione e di riunione”. La contro-organizzazione spagnola “Cuban Prisioners Defenders”, appoggiato dal PP e da Vox, ha parlato di una “risoluzione storica” che addirittura “condanna la schiavitù delle brigate mediche all’estero e conferma che si sta violando l’accordo di dialogo”.

Quanto ai rapporti politici e diplomatici, la risoluzione chiede al Servizio Europeo di Azione Estera di non partecipare a futuri dialoghi con Cuba “se la società civile non sarà adeguatamente rappresentata”; il partito di ultradestra ceco al governo, ANO, ha commentato su Twitter: “Un forte messaggio di solidarietà verso il popolo cubano”.

La Commissione per le Relazioni Internazionali dell’Assemblea Nazionale di Cuba ha condannato la risoluzione approvata dal parlamento della UE come “ingannevole e ingerente”. In una dichiarazione pubblicata nel sito Web del Parlamento cubano, i deputati hanno dichiarato che questa risoluzione mina la credibilità della UE e ne riflette la doppia morale verso la nazione cubana. Sembra non avere “nessuna intenzione di cooperazione o di dialogo”, si legge nel testo, aggiungendo che questo comportamento è una mancanza di rispetto perché Cuba è uno stato libero, indipendente e sovrano. “Ancora una volta, il Parlamento Europeo ha svolto il triste ruolo di ostaggio di un piccolo gruppo di deputati di estrema destra ossessionati dall’idea di distruggere la Rivoluzione Cubana e che hanno una connessione provata con organizzazioni con sede a Miami finanziate dal Governo degli Stati Uniti d’America” si legge nella dichiarazione.

Tuttavia, “rispetto alla retorica violenta, volgare e neofascista di questo gruppo minoritario, si sono sentite anche voci di (altri) parlamentari che hanno spiegato la verità su Cuba smascherando questa azione in quanto ipocrita”, i parlamentari cubani hanno reso omaggio ai loro colleghi del Parlamento della UE che durante il dibattimento hanno fatto appello alla solidarietà e alla fine del bloqueo statunitense che viola i diritti umani di tutti i cubani in barba al diritto internazionale.

*Giornalista tedesco

Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati su Volker Hermsdorf *– Chi condanna Cuba?

Alessandra Riccio – Sessanta anni di crudele prepotenza

Per la 29° volta Cuba chiede  all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la condanna degli Stati Uniti per il blocco commerciale, economico e finanziario che ormai da 60 anni mantiene contro Cuba. E’ un atto formale giacché –ormai da vari anni condannati quasi all’unanimità- gli Stati Uniti se ne infischiano del verdetto dell’ONU e tirano dritto per la loro stupida, insensata strada. Hanno sempre fatto così: violano il diritto internazionale avvalendosi della loro forza; hanno mantenuto, e mantengono tuttora la base navale di Guantánamo, cioè occupano una fetta di territorio di uno stato con il quale non mantengono relazioni diplomatiche, che hanno etichettato come “stato terrorista” e con il qual sono vietate tutte le transazioni di denaro. Da sessanta anni pagano un affitto che lo Stato cubano non può e non intende riscuotere. Per colmo di sfregio hanno fatto di quella base una prigione clandestina dove ancora marciscono persone che non sanno neanche di cosa sono stati accusati. (pensiamo al caso Zaki!)

Continua a leggere
Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato | Commenti disabilitati su Alessandra Riccio – Sessanta anni di crudele prepotenza

Atilio A. Boron – Si sono aperti i grandi viali

Nel suo ultimo discorso dell’11 settembre del 1973 e mentre l’aviazione bombardava La Moneda, Salvador Allende dichiarava fiducioso che presto o tardi si sarebbero aperti i grandi viali per far manifestare a cilene e cileni la voglia di un mondo migliore. E’ passato molto più tempo di quanto credevamo, ma alla fine ieri si sono aperti con un trionfo categorico della sinistra e una schiacciante sconfitta della destra. In quella che tutto definivano “la madre di tutte le battaglie”, l’elezione della Convenzione Costituente, le figlie e i figli della grande fase insurrezionale cominciata il 18 ottobre 2019, hanno ottenuto una maggioranza che ha fatto saltare per aria il catenaccio della truffaldina clausola del terzo di blocco”.

Continua a leggere
Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati su Atilio A. Boron – Si sono aperti i grandi viali

Miguel Cruz Suárez – Se si spegnesse Cuba

Se si spegnesse Cuba, per gli occhi del mondo sarebbe un’altra cosa, semplicemente un arcipelago di belle spiagge, di esuberanti casinò e sole perenne. Questa terra, che per molti anni è stata fonte di titoli per la potente e dominante stampa occidentale, incaricata di divulgare i “terribili eccessi del socialismo”, meriterebbe allora solamente qualche riferimento sparso su questioni banali del mondo dello spettacolo.

Per la “nuova” Cuba avrebbero i vecchi progetti nei quali non erano mai inclusi i sentimenti più autentici di tutti i cubani. Saremmo come una torta che deve essere divisa, le vecchie mani verrebbero a reclamare il loro e magari le scuole tornerebbero ad essere caserme.

Arriveranno i soliti noti con le stesse ricette che hanno coperto di spavento mezzo continente e più di mezzo mondo, ci riporterebbero gli assetti sociali, mandando in rovina le cose buone per le maggioranze; non più ospedali senza pagare l’assicurazione; non più classi gratuite per bambini trattati come uguali; non più libri di storia dove si parla di Rivoluzione; non più strade sicure e non troppa severità per il possesso di armi da fuoco; non parliamo di indipendenza e di poca dignità; allora ce la farà chi emerge, chi si rassegna, perché non ci sarà molto spazio per quelli che vogliono mostrare il proprio spirito ribelle reclamando uguali diritti. Ciascuno si occuperà dei fatti propri, ben frammentato, senza riconoscersi negli altri.

Formeranno i loro partiti ma, stranamente, in questa “democrazia” non accetteranno nessuno di idee comuniste o simili, terranno le loro elezioni e arriverà al potere quello che assomiglierà maggiormente all’ultimo dei decenni passati, quando dire : yes, sir, era all’ordine del giorno. Non più bambini delle elementari a guardia delle urne o gente umile sui banchi del parlamento, solo la classe dei potenti. Il tutto secondo lo stile dei modelli che vogliono imporci, dove la dignità di questa terra deve restare relegata al punto tale che perfino quanto immaginato potrebbe essere solo il primo tratto di un paesaggio che non arriviamo a sospettare nei suoi penosi traguardi. Cuba tutto questo lo ha già vissuto ed è stata necessaria la Rivoluzione.

(Granma, 6.5.2021)

Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati su Miguel Cruz Suárez – Se si spegnesse Cuba