Juan Francia – Il Premio Sacharov all’opposizione venezuelana: quando il Parlamento Europeo sorride al fascismo

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Il 26 ottobre scorso, il Parlamento Europeo ha assegnato il premio Sacharov alla “libertà di coscienza”, all’opposizione venezuelana ma arriva in tempi di accuse incrociate e di crolli della finzione di una posizione comune nella Tavola di Unione Democratica (MUD), la coalizione politica di opposizione del Venezuela.

Dopo le elezioni regionali del 15 ottobre, quattro su cinque governatori eletti dall’opposizione appartengono ad Acción Democrática (AD), il partito politico più antico del Venezuela, fondato nel 1941.

I governatori di AD hanno ottemperato alla disposizione di legge di giurare davanti all’Assemblea Nazionale Costituente (ANC), riconoscendone così la legittimità messa in questione da altri partiti politici come Primero Justicia (PJ) e Voluntad Popular (VP), che negano la legittimità di questa istituzione.

Per questa ragione, il governatore eletto nello stato di Zulia, Juan Pablo Guanipa, membro di PJ, non assumerà la carica perché non riconosce l’autorità della ANC, collocandosi in questo modo ai margini della legge venezuelana. La ANC ha convocato nuove elezioni per il 10 dicembre in quello stato per consentire che un politico eletto dai cittadini ma che riconosca e rispetti lo stato di diritto, assuma il governo.

Questa situazione ha aperto una gigantesca breccia nella MUD: l’ex candidato alla Presidenza di PJ, Henrique Capriles, ha annunciato il suo ritiro dalla MUD sostenendo di non poter condividere lo stesso spazio con il leader di AD, Henry Ramos Allup, accusandolo di aver tradito lo spirito dell’unità. Eppure, il capo di AD ha apparentemente condannato all’espulsione i governatori del suo partito che hanno prestato giuramento davanti alla ANC, ma gli alleati di PJ e di VP non hanno creduto a questa manovra.

I detrattori di Ramos Allup lo accusano di complicità con “il regime” del presidente Maduro, ma lo scafato leader di AD mira al suo interesse, il suo partito è quello che ha ottenuto più spazio politico e territoriale fra le file dell’opposizione nelle elezioni dei governatori, e questa posizione permette a Ramos di sognare una candidatura alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo. Sembra questa la vera disputa scatenata nell’opposizione venezuelana, la battaglia per la candidatura presidenziale e non una differenza etica fra Ramos Allup e coloro che si mostrano inflessibili verso il governo di Maduro.

Il premio del Parlamento Europeo andrà all’Assemblea Nazionale e a sette prigionieri venezuelani. Fra questi c’è Lorent Saleh, estradato dalla Colombia al Venezuela nel settembre 2014, autore di piani cospirativi contro il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela che prevedeva anche di “abbattere 20 pupazzi in 48 ore”, alludendo ad omicidi selettivi con finalità destabilizzatrici secondo quanto hanno mostrato i video trasmessi dalla televisione venezuelana. Probabilmente, questa è un’altra delle ragioni che inducono la Presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente del Venezuela, Delcy Rodríguez ad affermare che il Parlamento Europeo sorride al fascismo.

In questo modo, l’Unione Europea interferisce non solo nella politica interna venezuelana ma anche nella battaglia che si scatena in seno dell’opposizione; che potremmo definire come una disputa fra moderati e chi sceglie un cammino che esclude il dialogo. Con il Premio Sacharov, il Parlamento Europeo sembra dare una mano a questi ultimi.

Bisogna ricordare che il Premio Sacharov, creato nel 1988, fino ad ora è stato assegnato in quattro occasioni a persone o organizzazioni latinoamericane fra cui tre a cubani contrari al governo rivoluzionario dell’isola del Caribe, Oswaldo Payá, le damas de blanco e Guillermo Fariñas. Non si può non notare una sintonia fra questo premio internazionale europeo e le politiche degli Stati Uniti contro Cuba e il Venezuela.

Il Premio Sacharov a un settore dell’opposizione venezuelana consiste in un certificato e in 50.000 euro e verrà consegnato il 13 dicembre durante una cerimonia a cui non potranno assistere, per ovvie ragioni, i prigionieri venezuelani; ci sarà, però, il Presidente dell’Assemblea Nazionale nonché membro del partito Primero Justicia, Julio Borges.

Ma il partito di Borges è appena stato sconfitto nelle elezioni regionali, ha perso lo Stato Miranda ed è riuscito ad imporsi solo momentaneamente in Zulia, fra i 23 Stati che compongono il Venezuela.

Vedremo se dopo le elezioni del 10 dicembre, Primero Justicia riuscirà a conservare Zulia. In caso contrario, Borges sarà un politico premiato che rappresenterà un partito senza presenza territoriale rilevante in Venezuela e che conta come suo sostegno l’appoggio estero vuoi di Washingto, vuoi di Bruxelles.

(Investig’Action, 30 ottobre 2017)

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