Harold Cárdenas Lema – L’ultimo grande rivoluzionario

fidel

Bandita la retorica, c’è solo dolore in questo marxista cubano preparato, ma non pronto a ricevere la notizia della morte di Fidel.

 Cuba non cambierà tanto, ma cambierà tutto. Fidel Castro è morto e io non voglio saperne di critiche o di bisogni quotidiani. Devo scrivere e lo farò anche se di sabato nessuno legge un blog, è un debito con l’ultimo grande rivoluzionario del secolo XX.

La volta che sono stato più vicino a Fidel, sono stato a un centinaio di metri di distanza in una piazza pubblica. Non sono stato uno dei bambini che lo abbracciavano nei congressi, né degli adolescenti che ne avevano la compagnia nelle organizzazioni giovanili, e neanche degli universitari che marciavano insieme a lui nella capitale.

Ho sempre saputo di essere marchiato dal rimpianto di aver vissuto nell’era di Fidel e di non averlo conosciuto di persona, ma l’esempio di vita è più importante di un aneddoto. Quanti dei giovani che l’hanno abbracciato poi hanno zoppicato? Quanti giovani sconosciuto gli renderanno un omaggio sincero nei prossimi giorni? Ieri sera ho visto piangere amici che non capiscono e non si interessano di politica; quello che è appena accaduto arriva al cuore della nazione e della sua storia.

Quando hanno dato la notizia non volevo crederci, mi ha fatto male come sapevo che sarebbe successo, ma ci sono cose che vanno al di sopra di tutto. Nessuno straniero può capire che per i cubani Fidel è un tema più emotivo che razionale, e pensare che mi ero preparato per questo momento. Sono un marxista pratico che sa della realtà obbiettiva, del senso della vita e delle leggi della dialettica, ma non sei mai preparato.

Per prima cosa ho pensato alla mortalità di mio nonno che ha novanta anni e che ha sempre detto che avrebbe resistito insieme al Comandante. Ho pensato a quello che starà soffrendo Raúl, il presidente che con la voce rotta davanti alle telecamere ha dovuto dare la notizia ai cubani … perché come si fa a dire che tuo fratello maggiore è morto?

Ho pensato che la metà della simbologia rivoluzionaria riposava sulla figura di Fidel, magari non fosse così, ma ci toccano grandi sfide nel futuro. Non è giusto che se ne sia andato in un momento incerto, non è giusto che arrivi Trump e se ne vada Fidel, non è giusto che non veda la fine del blocco.

Oggi non perdono all’amico, al conoscente o allo sconosciuto che offenda l’ultimo grande rivoluzionario del secolo XX. Oggi non tollero una sola critica alla nostra Rivoluzione. Il Comandante riposa accanto a Lenin, al Che, Allende, Mandela, Chávez e a molti altri. Ieri è stato l’ultimo giorno di Fidel Castro fra di noi ma il primo giorno della sua leggenda. Hasta siempre.

(La Joven Cuba, 26.11.2016)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in ARTICOLI TRADOTTI, Senza categoria e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.